San Giuseppe
San Giuseppe, il festeggiato,
da un accordo fu trombato,
non più Santo ben protetto
da una festa di precetto.
Benedetto sindacato!
In che impiccio s’è cacciato,
pur coi Santi se la piglia,
ma si aspetti la pariglia.
San Giuseppe non è dato
come Santo declassato,
anche Lui s’è organizzato
e un casino ha combinato.
La vertenza è bell’e pronta,
onde cancellare l’onta.
Ha formato un Comitato
ed un testo ha poi stilato:
“Siamo Santi, non santoni,
non rendeteci fregnoni,
fate i vivi e siate seri,
respingiamo gli improperi.
Non createci imbarazzi,
state diventando pazzi?
Non avete più rispetto
per le feste di precetto!
Da artigiano ho lavorato,
un bel prezzo ho già pagato,
così, come fu annunciato
dallo Spirito mandato.
Il Vangelo, tutti sanno,
m’hà già fatto un grande danno.
Ho ubbidito in grande stile
come pesce in un barile.
Senza poi, conoscer niente,
quasi fossi un impotente,
padre, sì, io diventai,
senza lamentarmi mai.
Padre buono e senza assegni,
mantenèi tutti gli impegni.
Non fui, certo, un effettivo,
ma sol padre putativo.
Voi, che giù state a guardare,
non potete ciò imitare,
il mistero sotto il manto
svela solo chi è già Santo.”
Da quel dì i Sindacati
non si sono più immischiati
in “Accordi col Governo”
che può solo il Padreterno.
